Il trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha valutato Lacticaseibacillus rhamnosus CRL1505 nella prevenzione delle infezioni delle alte vie respiratorie in adulti sani.

L’analisi ha rilevato una riduzione del numero e della durata degli episodi, dell’uso di farmaci sintomatici e del ricorso agli antibiotici, con un segnale più evidente nei partecipanti caratterizzati da infezioni ricorrenti. Il tempo alla prima infezione non ha mostrato una differenza significativa.

Per l’industria il dato è utile perché rende visibile la struttura dell’evidenza probiotica: identificazione del ceppo, dose, durata, popolazione e definizione dell’endpoint non possono essere separati dal risultato.

Il lavoro non consente di attribuire lo stesso effetto ad altri ceppi della stessa specie, a blend differenti o a prodotti con caratteristiche tecnologiche diverse. Claim e comunicazione devono rimanere ancorati alla formulazione effettivamente documentata.

Perché conta

Il caso ricorda a formulazione e marketing che specie, ceppo, dose, popolazione ed endpoint devono restare collegati quando si trasferisce uno studio a un prodotto.

Limite dell’evidenza

I risultati riguardano CRL1505 e non la categoria generale dei probiotici. Alcuni endpoint erano secondari e la trasferibilità ad altre formulazioni non è automatica.

Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.

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