Dal 20 luglio 2026 le nuove domande relative agli additivi alimentari devono essere preparate secondo la guida EFSA aggiornata. Il documento struttura in modo più dettagliato i dati su identità e caratterizzazione, processo produttivo, specifiche, stabilità, usi proposti ed esposizione alimentare.

La valutazione integra inoltre genotossicità, dati tossicologici e, quando pertinente, sicurezza ambientale. Il dossier non può quindi essere costruito come una raccolta di capitoli indipendenti: composizione, metodo analitico, condizioni d’uso e stima dell’esposizione devono descrivere lo stesso materiale.

Per le aziende, il passaggio operativo è una gap analysis anticipata. Regulatory, laboratorio analitico, produzione e tossicologia devono verificare insieme quali dati esistono, quali sono trasferibili e quali richiedono nuovi studi prima della presentazione.

L’entrata in applicazione della guida non equivale a un giudizio su uno specifico additivo. La quantità e la natura dei dati restano proporzionate alla sostanza, al processo e agli usi richiesti; la pagina EFSA è il riferimento operativo per modulistica e versioni aggiornate.

Perché conta

Per regulatory e R&D, il cambiamento richiede una gap analysis preventiva dei dossier e una raccolta più coordinata di dati analitici, tossicologici e ambientali.

Limite dell’evidenza

La guida riguarda gli additivi alimentari e non sostituisce la valutazione del singolo dossier. Requisiti, deroghe e dati applicabili dipendono dalla sostanza e dagli usi richiesti.

Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.

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