Lo screening di oltre mille isolati ha individuato otto candidati ad alta produzione di folato, tra cui Lactiplantibacillus plantarum e Heyndrickxia coagulans. Gli autori hanno poi composto un cocktail di sette ceppi per il test in vivo.

In 36 topi maschi, soltanto il gruppo ad alta dose ha mostrato un aumento significativo del folato sierico e una riduzione dell’omocisteina. La presenza fecale dei microrganismi è risultata dose-dipendente e descritta come transitoria.

Il risultato sostiene un razionale di biofortificazione microbica, non un claim umano. Servono trial clinici, confronto con fonti convenzionali di folato e verifica di stabilità, cross-feeding e sicurezza a lungo termine.

Perché conta

Il concetto sposta il probiotico dal generico gut health a una funzione biosintetica specifica e misurabile.

Limite dell’evidenza

Studio preclinico su 36 topi maschi. Non dimostra efficacia, equivalenza al folato alimentare o sintetico, dose utile o sicurezza nell’uomo.

Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.

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