Ventiquattro atleti maschi élite di sport da combattimento sono stati randomizzati a una miscela probiotica da 1,5 × 10¹⁰ CFU due volte al giorno oppure placebo per quattro settimane di riduzione del peso pre-competizione.
Nel gruppo di intervento gli autori hanno osservato minori disturbi gastrointestinali, riduzioni di zonulina, intestinal fatty acid-binding protein e D-lattato, un aumento delle IgA secretorie e una modulazione di taxa associati alla produzione di butirrato.
L’interesse formulativo deriva dalla coerenza tra contesto d’uso ed endpoint: il prodotto viene valutato durante uno stress fisiologico definito e non in una popolazione generica. Questo approccio può orientare protocolli più pertinenti per prodotti destinati agli atleti.
La miscela, la dose, la durata e la popolazione fanno parte del risultato. Prima di estenderlo alla categoria servono confronti tra ceppi, inclusione di atlete, campioni più ampi e una migliore integrazione dei marker di idratazione.
Il lavoro suggerisce un modello di sviluppo per la sport nutrition che unisce popolazione, fase competitiva, dose, marker di barriera ed endpoint microbiologici.
Campione piccolo, soli uomini e miscela specifica: il risultato non può essere attribuito indistintamente a qualsiasi ceppo o prodotto probiotico.
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