Nel trial randomizzato, doppio cieco e placebo-controllato, 87 partecipanti della coorte GARD hanno ricevuto per 24 settimane il blend KL-P301 oppure placebo. L’analisi finale comprendeva 40 persone nel gruppo probiotico e 47 nel controllo.
Rispetto al placebo, gli autori riportano una riduzione significativa della pTau181 plasmatica. Sono emersi segnali favorevoli nel CDR-SB e in alcuni test visuospaziali, mentre non sono state osservate differenze tra gruppi su MMSE, memoria verbale e funzioni esecutive o attentive.
Biomarcatori e test cognitivi rendono il risultato interessante, ma non equivalgono a una prova di rallentamento dell’Alzheimer. Servono repliche più ampie, conferma indipendente, follow-up più lungo e chiarezza sul contributo specifico dei ceppi.
Il trial collega microbiota, biomarcatori neurodegenerativi e domini cognitivi specifici, alzando il livello di misurazione rispetto ai soli questionari di benessere.
Campione limitato, durata di 24 settimane e più endpoint; il dato non dimostra prevenzione dell’Alzheimer, modifica della malattia o trasferibilità ad altri blend probiotici.
Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.
Consulta la fonte originale · Journal of Alzheimer’s Disease ↗