La review ha analizzato 87 studi pubblicati tra il 2015 e il 2026 su peptidi ottenuti da quinoa, amaranto, cañihua e lupino. Le attività riportate comprendono segnali antiossidanti, antipertensivi, metabolici, antimicrobici e di chelazione minerale.
Ultrafiltrazione, cromatografia e spettrometria ad alta risoluzione migliorano identificazione e caratterizzazione. Fermentazione, ultrasuoni e alte pressioni emergono come leve per aumentare resa, disponibilità e funzionalità delle frazioni peptidiche.
Il percorso verso un ingrediente richiede però standardizzazione della materia prima, processo riproducibile, stabilità, sicurezza, biodisponibilità e studi umani pertinenti. Il valore della review è la mappa di sviluppo, non la dimostrazione di un beneficio clinico di categoria.
Le fonti proteiche sottoutilizzate possono sostenere ingredienti differenziati che uniscono funzionalità, valorizzazione della biodiversità e innovazione di processo.
Review di studi in vitro, in silico e in vivo eterogenei: attività biologica e docking non equivalgono a efficacia clinica o fattibilità industriale.
Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.
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